CITAZIONE(giopa @ Apr 15 2007, 10:51 PM) [snapback]847946[/snapback]
ahaha mitico Tarcisio.. via con un'altro test.. corredato magari da suoni e immagini..

ps: andando un attimo off topic: tu, giornalista e motociclista, cosa ne pensi dell'endurista morto a pavullo due settimane fa?
Penso che certi stronzi bisognerebbe incaternarli a una sedia per il resto dei loro giorni!!! Non c'è ecologia che giustifichi un omicidio,
Ricordo che il buontempone che ha tirato il filo spinato è in buona compagnia: in val Trebbia gettano bottiglie di olio sulle curve, e in liguria (mi sembra) ci sono associazioni che fanno pubblicare articoli o affiggere manifesti in cui si invita la popolazione a bastonare (e non metaforicamente...) i motociclisti.
Detto questo, e nella convinzione che il povero Badiali non stesse facendo propri nulla di male né violando alcuna legge, spesso ce le andiamo un po' a cercare anche noi, e su questo argomento ci ho scritto un pezzo (
SuperWHEELS di agosto/settembre 2006, rubrica Accelerando). Lo posto qui in risposta al tuo post, ma se i moderatori ritengono che sia molto OT si può tranquillamente aprire un altra discussione:
MOTOREDENZIONELa moto è un oggetto bello, evocativo, eccitante: le sportive sono sexy e le custom sono macho; certi scooterini sono teneri, mentre le supertourer sono delle mamme premurose (e in quest’epoca di people di questa o quell’altra Marca ci possono stare anche le moto da bar, piene di sé e adatte a motociclisti egocentrici e autoreferenziali). La moto è giovanile, vitale, positiva, proiettata al futuro ma al tempo stesso vincente qui, ora. Insomma, ammettiamolo:
la moto è figa!
E invece no, la moto e i motociclisti non riescono a scrollarsi di dosso quell’immagine che li rappresenta come un’anarchica minaccia; i
motociclisti erano e rimangono
brutti,
sporchi e
cattivi, e
i
media non mancano di perpetuare questo luogo comune, che affonda le sue radici in un periodo in cui i mezzi a motore erano considerati un pericolo mortale (tanto che la legge obbligava i guidatori a farsi precedere da uomini con bandiere o lanterne…).
Al cinema “Il selvaggio†ha fissato per sempre l’icona del biker deviato, ripresa poi in migliaia di altre occasioni, anche quelle in cui la si è in realtà ridicolizzata: in “Happy days†Fonzie è un biker, ma più che timore suscita tenerezza. Di sicuro è una caricatura. I protagonisti di “Easy rider†(coi loro chopper) fanno una brutta fine solo per il fatto di voler evadere un po’ dalla realtà, in definitiva solo per cercarne una migliore. Avete notato che nel cinema, nella letteratura e persino nei fumetti, quando si vuole evidenziare, nelle situazioni famigliari, l’equivocità o l’inaffidabilità del fidanzato della figlia, lo si mostra in moto (di solito poco dopo si schianta insieme all’amata figliola, che solo allora vede la luce e molla il trucido biker)? E com’è quello spot in cui il protagonista maschile, motociclista, libero (e forse libertino…), saputo che la sua donna aspetta un figlio, si converte ad una vita responsabile sostituendo la custom con una monovolume?
Rassegnamoci, quello del motociclista pericoloso e cattivo è ormai un topos letterario e cinematografico, quindi non c’è scampo:
per la casalinga di Voghera moto e delinquenza andranno sempre a braccetto (Voghera non è distante da Pieve del Cairo, speriamo che la signora non venga a trovarci proprio mentre fotografiamo i numeri di Frank…). Purtroppo bisogna dire che in certi casi
i motociclisti hanno fornito argomenti a favore di questa visione della categoria. Che dire degli
Hell’s Angels e delle loro abitudini così poco ortodosse? E le
risse londinesi tra Mods e Rockers, coi loro scooter italiani e le café racer ibride? Il ricordo di questi fenomeni non ci aiuta, così come l’uso dei mezzi a due ruote da parte di
scippatori,
terroristi o
sicari mafiosi (è a causa loro se c’è una legge che consente la confisca della moto se ci grattiamo il naso durante la guida: grazie, facevamo anche a meno!). Il tocco finale sono gli
smanettoni, i forzati della piega su strada: fanno casino, tagliano le curve, si schiantano tra di loro, irridono sistematicamente le regole del codice della strada… e poi le Polizie Urbane esagerano con i velox e i paesani versano olio sulla strada o affiggono manifesti in cui si invita a bastonare i motociclisti, e non metaforicamente. Sbagliatissimo nella forma, ma comprensibile nel merito.
È assurdo: la gente dovrebbe invece sapere chi era
Spadino, sapere che a Napoli c’è una squadra antiscippo (
i Falchi) formata da agenti in borghese in moto, che Brusca è stato arrestato grazie all’utilizzo di una moto smarmittata; e poi che esistono
bande di motociclisti tanto preoccupanti nel look quanto animati da altissimi ideali morali o addirittura da vibrante fervore religioso, e spesso
guidati da sacerdoti (ad esempio l’Harley's Angels Social Motorcycle Club, i Bikers Against Child Abuse, i Bikers 4 Christ; ma ci sono moltissimi altre gruppi in tutto il mondo)? Concludo con le
motoambulanze, che spesso salvano la vita durante gli ingorghi autostradali o urbani.
Ma i luoghi comuni sono duri a morire (ad esempio i musicisti sarebbero inaffidabili e donnaioli, e io sono musicista, motociclista, e ho pure i capelli lunghi. Peggio di così…), e forse gli sceneggiatori farebbero meglio leggere i libri di Patrignani o Donnini, dove si respira la vera passione motociclistica.
Certo, anche i motociclisti potrebbero fare qualcosa per cambiare la propria immagine, come smetterla di violare le libertà (e la serenità) altrui in nome del proprio diletto; e qui purtroppo non va molto bene, e le Polizie si accaniscono.
Ecco allora uno spunto di riflessione per l’estate: sono i media che mantengono viva l’immagine, ormai anacronistica, del “motodelinquente†o è forse quest’immagine stessa ad essere ancora così presente nel quotidiano da riflettersi anche nel pensiero comune, nella cultura e nell’atteggiamento delle Forze dell’Ordine e di qualche cittadino dal poco cervello?
Ciao
DEX